SILENZIO MUTO

 
 
silenziomuto@parliamoneinsieme.it

                                                           










In un tempo di autopubblicazioni palesi o mascherate da “editori” che traggono i loro guadagni dagli autori, e allora pubblicano tutto ciò che capita loro sotto mano, non è stato facile trovare un Editore NO EAP (non a pagamento) disposto a valutare il manoscritto di SILENZIO MUTO e a metterci su dei soldi nella speranza di riaverli indietro e, possibilmente, di guadagnarci. Insomma, piccolo quanto volete, ma editore, non stampatore a pagamento.


“ Silenzio muto segna sicuramente l’esordio di uno scrittore di grande talento. Un esordio di ottima fattura sia per la capacità di scrittura sia per una serie di particolarità nella narrazione che colpiscono per il ritmo e per il linguaggio utilizzato”.
(Arianna Ciamarone)


LA PRESENTAZIONE

Durante la presentazione, Lilly D’Agostino ha letto alcuni brani con efficacia e, rendendo vivi i personaggi e reali le situazioni narrate, ha trasportato i presenti che gremivano la Sala Eventi della Libreria Feltrinelli di Pescara tra le pagine del romanzo. Prova del coinvolgimento del pubblico, sono stati i molti interventi di persone vivacemente incuriosite dalla trama del libro.

https://www.youtube.com/watch?v=upMjvIPZ04o&t=3s



PREMIO LETTERARIO DELL’EDITORIA ABRUZZESE 2017 
PRIMO CLASSIFICATO SILENZIO MUTO
la motivazione
“Lo sviluppo del romanzo, condotto attraverso il doppio filo del racconto dei fatti da un lato e del contestuale rapporto dello scrittore con la sua giovane interlocutrice dall’altro, non costituisce soltanto una formula originale della narrazione, e neppure solo un racconto nel racconto: è invece segnale della coscienza stessa dello scrittore, così come dello scrivere, del guardarsi dentro e del comunicare con l’esterno. Una consapevolezza stimolante del farsi e del costruirsi. Uno stare in mediis rebus, che poi è il fine ultimo della letteratura”.

  




INTERVISTA A CORRADO PACE, VINCITORE DEL PREMIO
DELL'EDITORIA ABRUZZESE 2017
 di   Arianna Ciamarone   (06 Dicembre 2017)
http://www.segmentieditore.it/le-novita/intervista-a-corrado-pace-vincitore-del-premio-dell-editoria-abruzzese








Domenica 3 dicembre presso il Circolo Aternino di Pescara, alla presenza di un pubblico numeroso e molto interessato ed emozionato si è svolta la premiazione delle opere vincitrici del V Premio dell'Editoria Abruzzese. 
La cerimonia è stata preceduta nella mattina dello stesso giorno da un incontro degli autori finalisti con la Giuria, a conclusione del quale dopo una attenta e difficile valutazione, la Giuria del Premio ha selezionato i vincitori.
I volumi Attenti al gradino di Giulio d'Amicone e Silenzio muto di Corrado Pace erano tra i finalisti del Premio e infine è risultato vincitore del V Premio dell'Editoria Abruzzese sezione Narrativa autore abruzzese, Silenzio muto di Corrado Pace.

La Giuria ha motivato così il premio conferito a Silenzio muto: “Lo sviluppo del romanzo, condotto attraverso il doppio filo del racconto dei fatti da un lato e del contestuale rapporto dello scrittore con la sua giovane interlocutrice dall’altro, non costituisce soltanto una formula originale della narrazione, e neppure solo un racconto nel racconto: è invece segnale della coscienza stessa dello scrittore, così come dello scrivere, del guardarsi dentro e del comunicare con l’esterno. Una consapevolezza stimolante del farsi e del costruirsi. Uno stare in mediis rebus, che poi è il fine ultimo della letteratura”.


    Sapere che un nostro volume è stato apprezzato e premiato ci dà una immensa soddisfazione, ci inorgoglisce e ci incoraggia ad andare avanti con una forte determinazione.

    Abbiamo chiesto a Corrado Pace di raccontarci come nascono i suoi libri e le sue considerazioni riguardanti il Premio.
D. Vogliamo subito congratularci con lei, è stata davvero una giornata densa di emozioni. Ma veniamo a Silenzio muto...  Come ha costruito il profilo psicologico dei suoi personaggi?
R. Osservando e ascoltando attentamente il mondo attorno a me e dentro di me. Ogni persona, anche quelle apparentemente insignificanti, è il risultato di indole, educazione, condizionamenti dell’ambiente geografico, familiare e sociale che ne fanno un unicum irripetibile.
D. Perché così tanti personaggi?
R. Francis Scott Fitzgerald ha detto che non si scrive perché si vuol dire qualcosa, ma che si scrive perché si ha qualcosa da dire. Sono d’accordo. Quando ho messo penna a Silenzio muto, le cose che avevo da dire erano parecchie e, siccome scrivo romanzi e non saggi, non potevo dirle esplicitamente. Le ho fatte perciò dire dai miei personaggi, nei dialoghi e principalmente con le loro azioni. Ecco perché essi sono molti, considerando la snellezza del libro.
D. Cosa significa per lei essere uno scrittore?
R. Quando ci viene chiesto cosa sia un oggetto, per esempio un badile, per dire ciò che “è” diciamo a cosa serve e di che materiale è fatto. Così è per me: per dire ciò che sono, non si può prescindere dalla mia dimensione di scrittore: è essa che mi descrive, definisce e identifica.
D. Che tipo di scrittore è?
R. Mi piace la scrittura classica, di immediata comprensione, che non indulge in sperimentalismi. La ricerca dell’“altrove” lo affido alle metafore e a più chiavi di lettura. Non mi piace il trucco delle tre “S” (Sangue - Sesso - Soldi) per catturare l’attenzione del lettore.
D. Che importanza ha la scrittura nella sua vita?
R. In parte ho già risposto quando mi ha chiesto cosa voglia dire per me essere uno scrittore. Posso aggiungere che per me la cosa più importante della vita è la vita stessa, e che il suo senso più profondo è viverla. La stessa cosa posso dire per la scrittura. Per me, le due cose sono indissolubilmente intrecciate insieme.
D. Può raccontarci un aneddoto o qualcosa di particolare legato alla nascita di Silenzio muto e poi in generale alla sua scrittura?
R. Silenzio muto è nato da alcune cose che avevo da dire e che non rientravano nel tema principale del romanzo che stavo scrivendo, che poi è quello a cui sto lavorando adesso. Malgrado avessi deciso di accantonarle, esse continuavano a girarmi nella testa. Accadde poi che in televisione trasmettessero un reality letterario sul quale mi sarebbe piaciuto dire la mia. Così ho detto basta, avrei scritto una cosa tutta su quegli argomenti e poi sarei potuto tornare a lavorare tranquillamente al mio romanzo. Ecco come è nato Silenzio muto.
Per quanto riguarda la mia scrittura in generale, da bambino ero un lettore accanito.
Leggevo di tutto, anche di notte sotto le lenzuola. Libri per ragazzi, giornalini, i libri rilegati di mio nonno, con tanto di sigla dorata sul dorso, ogni volta che mio padre lasciava inavvertitamente aperta una delle due grandi librerie a vetri. Finì che mia madre mise tutto sotto chiave. Non mi scoraggiai: le cose da leggere me le sarei scritte da me. Da allora scrivo solamente cose che mi piacerebbe leggere, se le avesse scritte un altro.
D. I premi letterari possono influire nell’avvicinare le persone alla lettura?
R. Ritengo di sì. Molte persone, forse troppe, non leggono libri, limitandosi a documentarsi su giornali e Media, sui quali di concorsi letterari si parla. E questo potrebbe effettivamente avvicinare alla lettura chi non legge libri o chi ne legge pochi.
D. Come inciderà, secondo lei, essere vincitore del Premio dell'Editoria Abruzzese sui suoi prossimi lavori?
R. Penso al romanzo che sto scrivendo. Essere vincitore oggi mi spronerà se non a far meglio, dato che il meglio cercherei in ogni caso di darlo, senz’altro a fare presto. Ovviamente senza penalizzare il meglio.
D. Vorrebbe dire qualcosa alla giuria e poi al suo editore?
R. Un grosso grazie a entrambi. Alla giuria per aver premiato Silenzio muto, e al mio Editore per averlo presentato al Premio.


RECENSIONE SU MANGIALIBRI
http://www.mangialibri.com/libri/silenzio-muto

        



AUTORE: 
Corrado Pace
GENERE: 
Romanzo
EDITORE: 
Segmenti 2017
ARTICOLO DI: 
Francesco Clemente

     

    A Civita Salentina, una piccola città di mare, c’è una palazzina costruita dal conte Aquilino, proprietario fra l’altro di buona parte di terreni che giungono fino al lungomare. L’edificio è frutto di una permuta con Lucianetti, noto costruttore della zona. Questa palazzina, sita in via Filomanni, è davvero un gioiello di estetica e funzionalità, in origine era costituita da tre ampi appartamenti, uno per piano e ciascuno con un grande garage. La palazzina è la realizzazione del desiderio di sua moglie Maria Chiara, che muore lasciando solo e angosciato il conte fra le diciotto stanze della sua villa, nido d’amore negli anni del suo matrimonio. Dopo la morte della moglie, il conte si trasferisce in uno degli appartamenti della palazzina di via Filomanni. Lì, il conte non è solo. Ci sono Lidia e Walter, Riccardo e Cristiano, Miriamo e Marco, Maria Manteca e suo figlio Paolo Di Matteo. Poi c’è Tom , persona che a causa del suo carattere aggressivo e vendicativo era da tutti mal sopportato e dai più addirittura odiato. Una notte, Tom rincasa da via Collebrincioni, svolta per imboccare via Filomanni, ad un certo punto avverte una fitta che gli fa mancare il respiro. Con la vista ormai appannata, si dirige verso il portone di casa, precisamente verso l’androne, nella speranza che qualcuno lo soccorresse, ma dopo un vomito di sangue, anticipato da un ululato terribile, muore…

    Al suo esordio letterario, Corrado Pace dà prova di aver mirato una vicenda, con relativa ambientazione e relativi personaggi che rivelano scelte precise sul piano letterario. Sotto questo profilo, Silenzio muto è realmente un romanzo che sgorga da un’encomiabile lucidità narrativa, dove tutto è al posto giusto, quindi equilibrato, per cui il risultato finale è quello di un’opera appunto “compiuta”. A ciò si aggiunge la positiva considerazione della capacità dell’autore ‒ sempre supportato da una prosa limpida e mai stucchevole ‒ di ritrarre dinamiche tipiche e riconoscibili della vita quotidiana della provincia italiana: i matrimoni falliti, la dimensione asfittica dell’intellighenzia di provincia, le velleità artistiche di ognuno, i residui rottamati delle lotte sindacali di un tempo. Pace, dunque, tratteggia con un garbo stilistico che si apre a suggestioni giallistiche il microcosmo dove un po’ tutti sono in grado di riconoscersi, ovvero la palazzina o condominio che sia, dimensione alla portata di tutti, osservatorio rassicurante della vita che ci gira intorno, ma anche gabbia nella quale si è intrappolati. Un libro accattivante, che con i dovuti accorgimenti di adattamento potrebbe tranquillamente costituire il punto di partenza per una fiction alternativa al sempiterno (ormai) Un posto al sole.







INTERVENTI:
silenziomuto@parliamoneinsieme.it 

18 LUGLIO 2017 - Franca

“La passione per la lettura mi accompagna da sempre e perciò accingermi a leggere “Silenzio muto” è stato un gesto naturale e spontaneo, accompagnato dalla curiosità nascente dalla nostra conoscenza”.

    Così esordisce una lunga lettera, quasi una recensione di una cara amica, di cui riporto ampi stralci.

    “Credevo che mi sarei trovata di fronte a uno dei tanti libri di memorie che - da quelli più colti a quelli più improvvisati, da quelli esclusivamente “egoreferenziali” a quelli addirittura “auto-agiografici” mi sono stati proposti in questi ultimi anni”.

    Mi è venuto da sorridere: negli occhi di molti amici cui comunicavo l’avvenuta pubblicazione di Silenzio muto ho letto, inespresso, lo stesso timore. Alcuni mi hanno confessato di averlo acquistato per amicizia, rassegnati, pensando: “mo’ m’attocca”, e di essere rimasti invece piacevolmente sorpresi di essersi ritrovati tra le mani un vero romanzo.

    “Niente di tutto questo! Mi sono trovata invece di fronte a un romanzo di tutto rispetto, ricco, vario, con molteplici chiavi di lettura! Nonostante il mio spirito dissacratore, leggendo procedevo congratulandomi per il tono sicuro del narrare e mi incuriosivo per i sentimenti che ne scaturivano, oltre che per gli episodi in sé e per sé. Pur stando dalla parte dell’ascoltatore, avvertivo il piacere del raccontare che guida il narratore e comprendevo il “naufragar m’è dolce in questo mare” della sua scrittura”.

    Qui Franca, entrando nel mio sentire di scrittore, dimostra con forza quanto affermava all’inizio circa la sua passione per la lettura. E dirò che è entrata in un mondo di reciprocità: quando scrivo, pur stando dalla parte del narratore, mi proietto verso il piacere del leggere, scrivendo cose che mi interpellano e scrivendole nel modo in cui mi piacerebbe che mi fossero raccontate.
    Naturalmente il suo “spirito dissacratore”, come lei stessa lo definisce e che le riconosco da sempre, non poteva non rilevare ciò che, a suo giudizio, rappresenta un’ombra nel romanzo: troppi personaggi i cui nomi costringono il lettore a tornare indietro per orientarsi e molti i temi trattati, ciascuno suscettibile di essere sviluppato in un romanzo autonomo.
    In proposito posso dire che generalmente non preferisco puntare su uno o due personaggi principali, relegando gli altri al ruolo di comparse, ma piuttosto metto sulla pagina dei comprimari, in modo da consentire al lettore di immedesimarsi in - o prendere le distanze da - uno qualsiasi di essi. Mi conforta, in questa mia scelta, un precedente illustre. Ne “La valle dell’Eden” leggiamo la storia di persone che si ritrovano a vivere non in una stessa palazzina ma in una stessa vallata. Anche quelle storie avrebbero potuto essere raccontate più dettagliatamente, ciascuna in un romanzo autonomo, ma la scelta di Steinbeck di condensarle in un romanzo unico non gli ha impedito di scrivere un capolavoro. Inoltre, Francis Scott Fitzgerald ha detto, trovandomi d’accordo, che non si scrive perché si vuol dire qualcosa, ma che si scrive perché si ha qualcosa da dire. Ebbene, quando ho messo penna a Silenzio muto di cose da dire ne avevo parecchie e, poiché non scrivo saggi ma romanzi, non potevo dirle esplicitamente. Dovevo farle dire dai miei personaggi con i loro dialoghi e soprattutto con le loro azioni. Ecco perché i personaggi sono molti in un libro abbastanza snello, che non arriva a duecento pagine.

    Tornare indietro per raccapezzarsi con i nomi? Spesso da lettore capita anche a me (leggendo “Guerra e pace” non facevo altro), però l’ho sempre imputato a me, non all’autore.
 
 Assolto il suo “compito istituzionale” di professoressa -“La deformazione professionale resta, nonostante il pensionamento!” - Franca ha parole lusinghiere per “Silenzio muto”, il che rafforza la mia convinzione che un autore non abbia bisogno di tanti argomenti per difendere la sua opera: a difenderla o a renderla indifendibile ci pensano le parole scritte.

“Gli episodi mi avvincevano perché credibili, accompagnati da particolari convincenti, da precisazioni interessanti, da approfondimenti vivaci. Un bell’affresco, una “tranche de vie” con tanti personaggi e tante esperienze concettualmente intriganti. Un bel libro, poliedrico, sfaccettato, senza sentimentalismi, né languori, né patetismi (“a ciglio asciutto”) ma pure senza compiacimenti intellettualistici, né sofismi.
    Che dire? Tanta ammirazione per chi ha saputo realizzare un prodotto così ben delineato che unisce una capacità espressiva tecnicamente valida a una sorprendente forza di invenzione e di pensiero, che procede con uno stile elegante e un linguaggio raffinato che rifugge dallo sperimentalismo e che indulge piuttosto all’espressione classica, piena, di immediata comprensione”.
    
 La lunga lettera si chiude con una richiesta:    

“Una richiesta, infine: si impone un sequel. Non ci fare aspettare a lungo!





Commenti sui siti di FELTRINELLI, MONDADORI, AMAZON, IBS.

21 agosto 2018 - Roberto Valenti
"i silenzi non arrivano all'improvviso"
Letto tutto d'un fiato appena mi è arrivato. Impossibile non identificasi nei protagonisti, mi sono venuti gli occhi lucidi per Lucio nel momento in cui smette di avere paura della morte e mi sono identificato in suo figlio Paolo che torna alla vita. I miei complimenti all'autore: dalla prima all'ultima pagina mi ha fatto stare in ansia per l'identità e la sorte di Tom. Da leggere, io voglio anche rileggerlo perchè diversi protagonisti mi hanno lasciato spunti seri di riflessione.

22 agosto 2018 - Matedimo
"Lettura intrigante e piacevole"
Originale accostamento di piani narrativi diversi, efficace rappresentazione di persone, luoghi e cose, colorito intreccio di vicende appassionanti, folgorante sorpresa finale. 

28 settembre 2018 - ac3741
Dopo aver letto questo libro (che già la copertina invita a comprare) sono certo che vi troverete a guardare ogni persona del vostro condominio con occhi diversi, cercando di ravvisare in ciascuno qualche tratto di quei personaggi del libro che, inevitabilmente, entrano nel cuore di chi lo legge.
Le prime pagine, con quel grido disumano di Tom, fanno pensare a un giallo, ma poi il libro si rivela una disanima profonda, attraverso varie situazioni, di caratteri e di sentimenti.
La storia del libro - ma sarebbe meglio parlare di storie, al plurale – è aperta ad ulteriori sbocchi ed i suoi personaggi così ben caratterizzati (penso a Walter, ad Erminia, a Cristiano) si prestano a futuri sviluppi in uno sceneggiato o in un film in cui le loro vicende umane si intreccino in modo accattivante. 
Questo libro - scritto col cuore e con la bravura di un autore che, in forma scorrevole e gradevolissima, è riuscito (eccome!) a far capire quanto, in ogni relazione umana, siano importanti i veri sentimenti, mi è molto piaciuto.


8 ottobre 2018 - Giancarlo e Biancarita
Colpisce l’abilità che l’autore mostra nel saper trasferire su un piano di apparente concreta realtà ambienti e situazioni in cui si muovono i suoi personaggi, nonché la sua capacità di rappresentare e commentare con altrettanta lucidità sentimenti e sensazioni che essi esprimono, frutto di fervida immaginazione che si avvale di un lessico piacevole, puntuale, talvolta ricercato.
Il romanzo scorre agevolmente e si legge con piacere, pur se la contemporanea presenza di numerosi personaggi induce talvolta a soffermarsi per meglio valutarne la loro variegata personalità. Per me questo fatto è stata felice occasione per leggere il libro più di una volta.

9 ottobre 2018 - Lettrice seriale
Il libro si legge d'un fiato: l'ho cominciato di sera e non ho spento la luce prima d'averlo finito. Poi l'ho riletto per assaporarlo. Ho avuto l'impressione che i personaggi uscissero dalla pagina per venirmi incontro come facevano i paesaggi tridimensionali che si aprivano con le pagine di alcuni libri che leggevo da bambina. Intrigante la storia nella storia portata avanti nei capitoli spacciati per note dell’autore e il cortocircuito narrativo introdotto. Entrambe le cose - e di libri ne ho letti! - mi sembrano assolutamente originali. Un autore da tenere d’occhio.

14 ottobre 2018 - Arturo
"Un libro che ti fa venir voglia di viverci dentro almeno per un giorno
Silenzio Muto è uno di quei libri che si legge volentieri e con la tentazione di non mettere un segnalibro e riprenderlo il giorno successivo, ma di leggerlo tutto d'un fiato. E' anche uno di quei libri che ti lasciano, al termine dell'ultima pagina, con la sensazione di aver sorvolato su qualche pagina che invece alla fine capisci quanto sia importante, soprattutto perchè il colpo di scena, che ovviamente non svelerò, ti fa (o almeno a me ha fatto) improvvisamente ripensare alle pagine precedenti e a qualche particolare che inevitabilmente potrebbe essere sfuggito.
Come ho scritto nel titolo, nel corso della lettura ho quasi avuto la sensazione di essere al di fuori dell'ambiente in cui si svolgono i fatti, fino quasi a desiderare di essere lì dentro e di fare quattro chiacchiere con gli abitanti di quell'abitazione, soprattutto con alcuni di loro, per la curiosità che queste pagine mi hanno stimolato.
Non essendo possibile, ho fatto una cosa più semplice, vista anche la fluidità e la piacevolezza della scrittura dell'Autore, cioè ho riletto nuovamente i capitoli, questa volta con più attenzione e nonostante la consapevolezza del finale che, a questo punto, era anche un vantaggio.
In definitiva è una lettura che consiglio, con la speranza di poter leggere altri scritti di Corrado Pace.

21 novembre 2018 - Lettrice seriale
È un romanzo breve ma intenso che nella struttura di capitoli dedicati ai vari personaggi, nel contesto comune della palazzina in cui abitano, ricorda quella di Vite minuscole di Pierre Michon. Silenzio muto si legge dun fiato perché, pur nella ferialità delle vicende narrate, avvince per le situazioni in cui ci si riconosce. Salvo poi rileggerlo, come io ho fatto, per gustarne le implicazioni del non detto

16 dicembre 2018 - Cliente Amazon
"Il giallo non giallo" 
E' un giallo non giallo quello che si articola nelle pagine di "Silenzio muto", pagine che ci consegnano, personaggi vivi, strutturati sin dal primo apparire, nei quali ognuno di noi può identificarsi e riconoscersi, anche nella perfida Erminia: mi è sembrato, infatti, che nella realtà i personaggi, nel loro insieme, identifichino l'uomo nella sua globalità,emotività e caratterialità: in ognuno di noi vive, ad es., e per rappresentare due estremi, la cattiveria di Erminia, l'affezione incondizionata di Tom, la spregiudicatezza dell'uomo d'affari, il dubbio e la risoluzione del conte.
Tutti sono protagonisti, non c'è un personaggio di contorno.
Vive poi, nella storia, un'altra storia, quella di Asia, del suo libro e del rapporto con l'Autore. Asia e l'Autore parlano e nel frattempo le pagine fluiscono e la storia, l'altra storia, scorre e racconta la vita di persone normali, comuni, che vivono una vita altrettanto normale in un luogo immaginario - ma che diviene subito reale e familiare al lettore.
Forse è proprio questo che cattura, la normalità di una storia quotidiana, ben articolata, narrata senza eccessi ma con scrittura semplice che, però non è mai banale, ma puntuale, centrata capace di guidare il lettore dalla prima pagina all'ultima, con tranquillità ma con vivacità. Ho letto il libro due volte, entrambe con molto piacere, con consapevolezza e sorriso la seconda.











Parliamoneinsieme

INDICE DEGLI ARGOMENTI
Silenzio Muto
I funghi velenosi mortali
I numeri e la matematica
Primo Levi
Vite minuscole
Giovanni Floris - Susanna Tamaro - Gianrico Carofiglio - Emanuele Tonon
Bijoy Jain
Margherita Lazzati
Beatrice Niccolai
Scalfari, Gesù e papa Francesco
Eremi Celestiniani
Medjugorje
La Bibbia è una biblioteca
Genesi
Esodo
Levitico
Numeri
Rosario per la pace
Liturgia delle Ore

mailto:silenziomuto@parliamoneinsieme.it?subject=SILENZIO%20MUTOhttps://www.youtube.com/watch?v=upMjvIPZ04o&t=3shttp://www.segmentieditore.it/le-novita/intervista-a-corrado-pace-vincitore-del-premio-dell-editoria-abruzzesehttp://www.mangialibri.com/libri/silenzio-mutomailto:silenziomuto@parliamoneinsieme.it?subject=SILENZIO%20MUTOhttp://www.parliamoneinsieme.it/Parliamoneinsieme.it/index.htmlhttp://www.parliamoneinsieme.it/Parliamoneinsieme.it/SILENZIO_MUTO.htmlFunghi_velenosi_mortali.htmlI_numeri_e_la_matematica.htmlPrimo_Levi.htmlhttp://www.parliamoneinsieme.it/Parliamoneinsieme.it/Vite_minuscole.htmlGiovanni_Floris_Susanna_Tamaro_Gianrico_Carofiglio_Emanuele_Tonon.htmlBijoy_Jain.htmlMargherita_Lazzati.htmlBeatrice_Niccolai.htmlScalfari,_Gesu_e_papa_Francesco.htmlEremi_Celestiniani.htmlMedjugorje.htmlBIBBIAbiblioteca.htmlGenesi.htmlEsodo.htmlLevitico.htmlNumeri.htmlRosario_per_la_pace.htmlLiturgia_delle_ore.htmlhttps://www.youtube.com/watch?v=upMjvIPZ04o&t=3sshapeimage_2_link_0shapeimage_2_link_1shapeimage_2_link_2shapeimage_2_link_3shapeimage_2_link_4shapeimage_2_link_5shapeimage_2_link_6shapeimage_2_link_7shapeimage_2_link_8shapeimage_2_link_9shapeimage_2_link_10shapeimage_2_link_11shapeimage_2_link_12shapeimage_2_link_13shapeimage_2_link_14shapeimage_2_link_15shapeimage_2_link_16shapeimage_2_link_17shapeimage_2_link_18shapeimage_2_link_19shapeimage_2_link_20shapeimage_2_link_21shapeimage_2_link_22shapeimage_2_link_23shapeimage_2_link_24shapeimage_2_link_25

Romanzo di Corrado Pace

FELTRINELLI

Pescara 30 giugno 2017

Silenzio Muto è distribuito in Italia da Messaggerie, perciò qualunque libreria può ordinarlo e riceverlo senza aggravio di spese. Consiglio vivamente di acquistarlo in libreria. Ci sono però, purtroppo, librerie non abitate da librai, ma da negozianti che non vogliono prendersi la briga di ordinare un libro (che ci guadagno, con un libro?). È allora possibile acquistarlo on line su:

FELTRINELLI - MONDADORI - LIBRERIA UNIVERSITARIA - AMAZON - IBS - GIUNTI - HOEPLI - PSICOSTORE  ... e molte altre librerie online.

VINCITORE

PREMIO LETTERARIO DELL’EDITORIA ABRUZZESE 2017