MÁRCIA THEÓPHILO

 

    Mio padre è nato in Amazzonia, nell’Acre. E Yanoà era sua madre. Nella sua voce mille voci, umane e non, le grandi visioni della foresta e del fiume: l'albero muricí, la liana guaraná, i pappagalli, le orchidee, il fulmine, la musica del vento, i canti di moltitudini d’uccelli, le metamorfosi della luna. Le parole erano incollate nella sua pelle. La memoria di mia nonna era come un dizionario parallelo dove apprendere l’antica vita dell’Amazzonia, dove non esisteva differenza fra quello che diceva e quello che viveva. Da allora le parole respirano naturalmente insieme a me. (Marcia Theophilo)








pioggia di cajú
dal libro kupahúba di Marcia Theophilo


Piove? È pioggia di cajú:

soffici ondate di vermiglio e di giallo.
Quando Itajuba con trombe,
fischi e trocanos, attira varietà di gorgheggi
e altri suoni,
ci abbracceremo Kuambú.
È tempo di cajú, succo per ogni dove
cadono i frutti sulle nostre braccia
nel mese di settembre.
Piove? È pioggia di cajú.
D'ottobre gli occhi di castagna
nella tua bocca, fra le tue mani
il mio seno, piogge d'amore
acqua corrente del fiume, fertilità
della terra e delle donne, piove?
Pioggia di cajú invade il tuo corpo
il tuo sangue, fuoco che scorre
in gola, nelle tue mani il ritmo.
"Questa è una piccola amàca"
e ricorderemo
i Kaapós, i Tukanos
i Mundurukús, i Tupinambás
nel passato.
Anche i frutti più alti cadono
ai tuoi piedi, echi di cascate
e scorre il succo sulle tue labbra
Piove? È pioggia di cajú.












https://www.youtube.com/watch?v=NFPMSIKCmv4















Chuvas de caju

Chove? Chuvas de caju
ondas amarelas, vermelhas, macias
Itajuba quando o som atrai
com trombetas, com assobios
variedades de trinados, outros sons
Nos abraçaremos, Kuambú,
é época de caju, tudo é sumo
caem em nossos braços o mês de setembro.
Chove? Chuvas de caju
em outubro os olhos de castanha
em tua boca, meus seios sentes
entre tuas mãos, chuvas de amor
corrente do rio fertilidade da terra
e das mulheres, chove?
Chuva de caju, invade teu corpo
teu sangue, fogo correndo-lhe
na garganta, em tuas mãos o ritmo
«Esta é uma pequena rede»
e recordaremos
os Kaapos, os Tukanos,
os Mundurukus, os Tupinambas
no passado.
Mesmo os frutos mais altos caem
aos teus pés, ecos de cascata
o sumo escorre entre teus lábios
Chove? É chuva de caju.










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mia gioventù brasileira


Del Brasile ho molti ricordi, ma la foresta non l’ho vista. “La prossima volta”, mi dissi, “solo lei”. Quella volta però non c’è mai stata. I boschi sì, quelli li conosco bene, ma non è la stessa cosa. Ci ho vissuto, nei boschi, anche per dieci giorni, in tenda, dopo essermi inoltrato nel fitto fin dove la “civiltà” non riusciva più a ferirmi con il suo frastuono, incontrando la curiosità degli scoiattoli, la circospezione dei cervi, l’irruenza dei cinghiali e il canto degli uccelli che, dopo avermi accettato, lasciavano cadere ogni riserva.

In Brasile ho visto cose bellissime, da vicino, e cose terribili, da lontano. La cosa più bella? Il colore della pelle non ha la minima importanza; le profonde ingiustizie non dipendono dal colore della pelle! Le altre cose belle?



i colori



i sapori



la gioia di vivere


(le foto sono di Corrado Pace)



le persone





Parliamoneinsieme


INDICE DEGLI ARGOMENTI


  1. Silenzio Muto

  2. I funghi velenosi mortali

  3. I numeri e la matematica

  4. Taccuino

  5. Primo Levi

  6. Vite minuscole

  7. Giovanni Floris - Susanna Tamaro - Gianrico Carofiglio - Emanuele Tonon

  8. Bijoy Jain

  9. Margherita Lazzati

  10. Beatrice Niccolai

  11. Marcia Theophilo

  12. Scalfari, Gesù e papa Francesco

  13. Eremi Celestiniani

  14. Medjugorje

  15. La Bibbia è una biblioteca

  16. Genesi

  17. Esodo

  18. Levitico

  19. Numeri

  20. Rosario per la pace

  21. Liturgia delle Ore

  22. Cookies: come difendersi