BEATRICE NICCOLAI

 
 


QUANDO ARRIVERAI

Beatrice Niccolai



Quando arriverai

alla porta che chiude destini

lascia cadere un sospiro

sul silenzio della notte.


Ci saranno distanti

i giorni del melo in fiore

e gli anni del serpente:

solo un segreto unirà le distanze.


Quando arriverai

Chissà con quale ombra

starò guardando il brillare delle stelle.


O se starò nell’atrio del tempo

che invecchia le forme

e quello che non più esiste.


Quando arriverai

portami per voce tua,

dolce e sereno,

come fosse ancora vivo

il mio canto.




Beatrice Niccolai ha pubblicato quattro libri di poesie.


“I miei primi due libri sono stati editi da una casa editrice di Imperia. L'editore mi contattò dopo un mio primo incontro di parole e mi propose di pubblicare a sue spese. Nacque sans papier e conseguentemente gramigna.

Vivo di sole parole, finché le parole vorranno ma questi due libri che amo non mi hanno ad oggi mai dato il pane. E' la presunzione dei piccoli editori, sapere i poeti creature inermi, incapaci di difendersi.

Ma spesso ignorano il fatto che alla poesia si arriva per disperazione, per devozionee per sopravvivenza alla vita che succede. Fui inserita da alcuni docenti universitari in un testo universitario che raccoglie le voci più significative dal 1900 al 2009 (Tempi di Versi Volume II- pagine di poesia italiana dal 1900 al 2009, Guerra edizione). Quest'anno per la prima volta son stata inserita in un esame universitario. Lo scorso anno Silvano Agosti e la sua edizione l'immagine mi pubblicarono "fuorivena", con l'unico scopo che i proventi del libro a cui lui ha rinunciato, arrivassero a me. Con quei proventi edito fuori edizione fuorivena che è davvero introvabile nei circuiti classici. Sans papier e gramigna invece si trovano anche in librerie come Feltrinelli... se solo ci fossero i Librai e non i commessi”.




SANS PAPIER - reato d’esistenza di una buona a nulla



E’ il primo volume di poesie di Beatrice Niccolai pubblicato da un piccolo editore di Imperia nel 2006. L’accostamento ad un’altra grande della poesia, Alda Merini, è immediato e non solo per l’assonanza del sottotitolo con il suo “Reato di vita”.




IL MESSAGGERO


Beatrice Niccolai è una delle più potenti

nuove voci della poesia italiana.




GRAMIGNA



Pubblicato nel 2008 dallo stesso editore di sans papier. Malgrado queste due pubblicazioni “non le abbiano ancora dato il pane”, Beatrice non ha mai abbandonato la scelta di “vivere di sole parole, finché le parole vorranno”.




FRANCO BATTIATO


Beatrice, volare così alto da afferrare la preda

ambita senza luoghi comuni né vane parole.





FUORIVENA



Pubblicato nel 2010 da L’Immagine di Silvano Agosti.

e, dal 2011, in proprio.




SILVANO AGOSTI


In una società a misura di Essere Umano

le poesie di Beatrice verrebbero esposte in ogni via

o piazza o luogo su cui lo sguardo umano

non può non cadere.






FUTURO INTERIORE

Pubblicato in proprio.

PER ACQUISTARE I LIBRI DI BEATRICE NICCOLAI: fidemdo@gmail.com




GIOVANNI CHOUKHADARIAN


Beatrice Niccolai non è una grande poetessa,

non è una piccola poetessa.

Beatrice Niccolai e LA poetessa.






GLI INCONTRI DI PAROLE

         

         

    Negli incontri di parole le poesie di Beatrice sono dette da altre voci. Lei racconta, si racconta. Porta sempre con sé un episodio. E nella sua vita non ce ne sono di banali. A partire dalla sua scelta di abbandonare una carriera da manager per “vivere di parole, finché le parole vorranno”. Gli anni sono passati; riguardo alla taglia Beatrice “si è fatta spazio”, come dice lei, e le parole continuano a volere.



 

Poetessa

   

    Con Beatrice ho imparato, e non sono più un bambino, che nessun cuore aperto alla poesia può entrare nella sua profondità se incontrando un poeta non smette di indagare e, lasciando che i propri pensieri assumano il ritmo dei suoi, comprenda che addentrarsi nelle profondità di un nuovo e diverso sentire non sia smarrimento ma volo.


   















Parliamoneinsieme

Corrado Pace


LETTERATURA

  1. Beatrice Niccolai

  2. Primo Levi

  3. Giovanni Floris - Susanna Tamaro - Gianrico Carofiglio - Emanuele Tonon

  4. Margherita Lazzati

  5. Marcia Theophilo


  1. Silenzio Muto

  2. Silenzio muto - commenti dei lettori



                                                         La città dei conigli 









     

  1. Il lago

  2. Vite minuscole

  3. Se ti abbraccio non aver paura

  4. Lettere di una fidanzata

  5. Taccuino


MESTICANZA

  1. I numeri e la matematica

  2. I funghi velenosi mortali

  3. Bijoy Jain

  4. Cookies: come difendersi

  5. Eremi Celestiniani


RELIGIONE

  1. Coronavirus

  2. Scalfari, Gesù e papa Francesco

  3. Medjugorje

  4. La Bibbia è una biblioteca

  5. Genesi

  6. Esodo

  7. Levitico

  8. Numeri

  9. Rosario per la pace

  10. Liturgia delle Ore








LE NOSTRE DONNE


Le nostre donne siamo noi

e tutto quello che ci contiene

ha odore di biancheria lavata a mano

nello scrittoio dei segreti.


Le nostre donne sono girasoli in fiore

nella battaglia dei giorni

e odore di bucato fresco pulito

sempre steso fuori, dopo il calar del sole.


Le nostre donne siamo sodalizio taciuto

sottoscritto con la vita la tenacia, la dolcezza, gli errori.

Delle nostre donne, io sono l'errante.


Le nostre donne parliamo lingue diverse

alla stessa tavola

ma nell'inguine mai interrotto di Dio

lavate dalle stesse acque del Giordano-dentro

bagnate ognuna d'un colore diverso,

insieme, le nostre donne formiamo


una bandiera.

Beatrice Niccolai






UN ANEDDOTO

(da una confidenza di Beatrice)


“... dovevo essere alle 10 nell'aula magna dell'Università di Siena dove dovevo presenziare perché l'ateneo aveva adottato un mio verso per un concorso letterario interno.

Con me ci sarebbe stata anche Lorella Zanardo.

Avrebbero presentato anche "Tempi di Versi" - pagine di poesia italiana dal 1900 al 2009, dove sono state inserita come ultima poetessa del '900.

Nonostante i vari inviti a partire la sera prima (sarei stata ospite in un albergo senese) optai per la partenza la mattina stessa. Mi alzai prestissimo, fumai un paio di sigarette, feci colazione poi dimenticai il motivo per cui mi ero alzata e iniziai a perdere tempo in casa (il mio treno partiva alle 7,32 da Borgo San Lorenzo).

Mi chiamò alle 8,00 una mia cara amica chiedendomi se fossi già in treno.

Mi stupì la domanda e le chiesi per quale motivo sarei dovuta essere in treno. Mi ricordò tutto...

Mi presentai in ateneo alle 11,50 circa...”